IL GUSTO E' RELAZIONE E CONSAPEVOLEZZA
giovedì 19 dicembre 2019
GEORGE BREUER RIESLING AUSLESE 2006
Rielsing Auslese 2006, George Breuer, Rheingau
Ma che bella bevuta, una della migliori di quest'anno. Giallo paglierino. Attacco olfattivo con una leggera nota di idrocarburi che lascia subito spazio ad una distesa floreale. Al palato bergamotto, cedro pesca gialla. Chiude minerale, con una bella sensazione sapida ed una acidità ben bilanciata. Lunghissimo.
Degna chiusura del pranzo odierno.
MASTERCLASS PINOT NERO DI BORGOGNA FOCUS ANNATA 2008
- Volnay Premier Cru Les Champans 2008 Domaine Joseph Voillot
Esordisce con un rubino chiaro e luminoso con riflessi amaranto.
Il naso porta subito a sensazioni di lampone, ribes e accenni di pepe bianco. Le note floreali sono in secondo piano. Il palato è corrispondente, lento nell'affermarsi a centro bocca, ma chiude con una buona acidità, sapidità e succulenza allungandone la beva che risulta molto piacevole. Tutte le sensazioni riportano ad un vino fine ed elegante.
- Chambolle Musigny Premier Cru Les Charmes 2008 Domaine Amiot Servelle (regime biologico)
Colore rubino chiaro con incursioni porpora. Naso inizialmente contaminato da una leggera sensazione di non pulizia, ma che se ne va nel giro di poco. Le sensazioni olfattive sono quelle del lampone e mirtillo, corroborate da una leggera speziatura quasi balsamica assieme a fini note di incenso. Il palato è corrispondente, arricchito da una buona acidità. Chiude lungo, sapido, lasciando per molto tempo in bocca tutte le sensazioni intatte. Vino abbastanza elegante, carnoso ed espressivo.
- Morey St Denis Premier Cru Cuvee Ranaissance 2015 Domaine Tortochot (regime biodinamico)
Qui abbiamo un colore rubino un po' più intenso. L'esordio al naso
caratterizzato da decisi frutti di bosco e rossi molto in evidenza.
L'acidità è ben bilanciata dalla morbidezza del frutto. Si avvertono
note speziate e floreali ancora molto nascoste. Abbiamo un minor
dettaglio rispetto ai precedenti, vuoi per l'annata ricca e ancora
giovane, vuoi per un territorio di vini eleganti ma anche un po' più
potenti. Promettente.
- Charmes Chambertin Grand Cru 2008 Domaine Arlaud (regime biodinamico)
Colore del pinot nero da manuale.
L'incontro al naso è con sentori di frutti di bosco, cassis, mora, mirtillo ed un ricordo di spezie dolci. Il palato è corrispondente dove subentra la piacevole sensazione tipica del lampone fresco. Vino di buon corpo con tannini presenti e ben integrati. Chiude con un'ottima lunghezza dove si apprezza maggiormente una buona acidità e mineralita' che si contrappongono a note evolute di spezie orientali. Ottimo Grand Cru.
- Gevrey Chambertin Premier Cru Lavaux St Jacques 2006 Domain Harmand Geoffroy
Colore rubino intenso. Vino che ha avuto bisogno di alcune ore dalla apertura per esprimersi al meglio.
Abbiamo voluto cogliere comunque tutte le sue sfumature fin dall'inizio.
Parte austero, animale, ferroso, per poi sgranchirsi e concedere la parte più intima di sé pur non rinunciando al proprio carattere. Vengono fuori in aggiunta i frutti rossi, una trama floreale gradevole e qualche sensazione accennata di spezia dolce. Buono il bilanciamento tra acidità, tannino e frutto. Austero, di carattere, senza rinunciare alla propria identità di Pinot Nero.
#ilsolenelvino #MasterClass #Borgogna #PinotNero
Il naso porta subito a sensazioni di lampone, ribes e accenni di pepe bianco. Le note floreali sono in secondo piano. Il palato è corrispondente, lento nell'affermarsi a centro bocca, ma chiude con una buona acidità, sapidità e succulenza allungandone la beva che risulta molto piacevole. Tutte le sensazioni riportano ad un vino fine ed elegante.
- Chambolle Musigny Premier Cru Les Charmes 2008 Domaine Amiot Servelle (regime biologico)
Colore rubino chiaro con incursioni porpora. Naso inizialmente contaminato da una leggera sensazione di non pulizia, ma che se ne va nel giro di poco. Le sensazioni olfattive sono quelle del lampone e mirtillo, corroborate da una leggera speziatura quasi balsamica assieme a fini note di incenso. Il palato è corrispondente, arricchito da una buona acidità. Chiude lungo, sapido, lasciando per molto tempo in bocca tutte le sensazioni intatte. Vino abbastanza elegante, carnoso ed espressivo.
- Morey St Denis Premier Cru Cuvee Ranaissance 2015 Domaine Tortochot (regime biodinamico)
Qui abbiamo un colore rubino un po' più intenso. L'esordio al naso
caratterizzato da decisi frutti di bosco e rossi molto in evidenza.
L'acidità è ben bilanciata dalla morbidezza del frutto. Si avvertono
note speziate e floreali ancora molto nascoste. Abbiamo un minor
dettaglio rispetto ai precedenti, vuoi per l'annata ricca e ancora
giovane, vuoi per un territorio di vini eleganti ma anche un po' più
potenti. Promettente.- Charmes Chambertin Grand Cru 2008 Domaine Arlaud (regime biodinamico)
Colore del pinot nero da manuale.
L'incontro al naso è con sentori di frutti di bosco, cassis, mora, mirtillo ed un ricordo di spezie dolci. Il palato è corrispondente dove subentra la piacevole sensazione tipica del lampone fresco. Vino di buon corpo con tannini presenti e ben integrati. Chiude con un'ottima lunghezza dove si apprezza maggiormente una buona acidità e mineralita' che si contrappongono a note evolute di spezie orientali. Ottimo Grand Cru.
- Gevrey Chambertin Premier Cru Lavaux St Jacques 2006 Domain Harmand Geoffroy
Colore rubino intenso. Vino che ha avuto bisogno di alcune ore dalla apertura per esprimersi al meglio.
Abbiamo voluto cogliere comunque tutte le sue sfumature fin dall'inizio.
Parte austero, animale, ferroso, per poi sgranchirsi e concedere la parte più intima di sé pur non rinunciando al proprio carattere. Vengono fuori in aggiunta i frutti rossi, una trama floreale gradevole e qualche sensazione accennata di spezia dolce. Buono il bilanciamento tra acidità, tannino e frutto. Austero, di carattere, senza rinunciare alla propria identità di Pinot Nero.
#ilsolenelvino #MasterClass #Borgogna #PinotNero
giovedì 6 giugno 2019
VERTICALE MONTEVERTINE PERGOLE TORTE
Le verticali de Il Sole nel Vino
Non chiamatelo Chianti, è il sangiovese di Radda in una delle sue massime espressioni per veracità e sensibilità territoriale, è il Pergole Torte dell'azienda Montevertine in Radda in Chianti.
Si parte da una elegante 2007 che esprime il
frutto di una nobile ciliegia ed allena il palato nascondendo ancora
l'anima tannica e la speziatura fresca del sangiovese.
Piccola sosta con la 2008, bottiglia fallata.
Arriva la 2009, ancora giovane, che accompagna il frutto con una nota tannica ed una freschezza quasi balsamica, vino piacevole, lungo, che induce alla beva.
Ora è il turno della 2006, golosa ed anche in stato di grazia. Si avvertono tutte le sfumature, dal frutto, sottobosco, per continuare attraverso un tannino ben presente ma integrato ed una acidità ancora scalpitante che introduce una freschezza da erbe aromatiche.
Lungo e succulento.
Infine la 2004, annata più "debole" rispetto alle altre. È un vino che gioca ad assemblare in un equilibrio perfetto tutte le proprie caratteristiche e proprio per questo pradossalmente meno espressivo ma di gradevole beva e di buona sapidità.
Montevertine, verticale Pergole Torte annate: 2009, 2008, 2007, 2006, 2004
Non chiamatelo Chianti, è il sangiovese di Radda in una delle sue massime espressioni per veracità e sensibilità territoriale, è il Pergole Torte dell'azienda Montevertine in Radda in Chianti.
Si parte da una elegante 2007 che esprime il
frutto di una nobile ciliegia ed allena il palato nascondendo ancora
l'anima tannica e la speziatura fresca del sangiovese.Piccola sosta con la 2008, bottiglia fallata.
Arriva la 2009, ancora giovane, che accompagna il frutto con una nota tannica ed una freschezza quasi balsamica, vino piacevole, lungo, che induce alla beva.
Ora è il turno della 2006, golosa ed anche in stato di grazia. Si avvertono tutte le sfumature, dal frutto, sottobosco, per continuare attraverso un tannino ben presente ma integrato ed una acidità ancora scalpitante che introduce una freschezza da erbe aromatiche.
Lungo e succulento.
Infine la 2004, annata più "debole" rispetto alle altre. È un vino che gioca ad assemblare in un equilibrio perfetto tutte le proprie caratteristiche e proprio per questo pradossalmente meno espressivo ma di gradevole beva e di buona sapidità.
Montevertine, verticale Pergole Torte annate: 2009, 2008, 2007, 2006, 2004
martedì 23 aprile 2019
VINI DI PASQUA - LA CANTINA DELLA CASA IN MONTAGNA
Questi due giorni di Pasqua e Pasquetta sono stati anche l'occasione
per incontrare bottiglie lasciate tempo or sono nella cantina della casa
in montagna, luogo pieno di ricordi di infanzia che ritempra sempre
anima e corpo.
Chianti classico 2006 Monteraponi
Il colore rubino ancora vivo fa ben sperare. Parte in sordina, quasi spento, pare voglia dirci di lasciarlo in pace, ma perché mi avete disturbato? Non insistiamo e lo lasciamo lì in disparte, rispettando il suo umore. Dopo una bella oretta lo riavviciniamo e sembra rinato, ora si che ha ritrovato la gioia di esprimersi e con tanto di dettagli e quindi lo accostiamo volentieri alle lasagne ed all'arrosto che stanno per arrivare.
Parte con una bella ciliegia con incursioni di ribes, poi una leggera speziatura di alloro e menta ed in chiusura un tocco di intrigante cioccolato bianco. Terziari tipo foglie bagnate e cuoio appena accennati. Beva fresca, succulenta con una trama tannica ormai integrata.
Kerner 2007 Kofererhof
Ottimo compagno durante la classica pausa formaggi e miele, che anticipa sempre il dolce.
Illumina il bicchiere di un giallo paglierino carico, dorato. Il suo carattere altoatesino, trapuntato da un insieme sfaccettato e complesso di erbe aromatiche, presenti anche se non invadenti, assecondate da una buona sapidità e mineralita', è arrotondato da un lieve ma persistente miele di acacia che gli dona un ottimo equilibrio. L'importante presenza alcolica non è fastidiosa ed accompagna bene una beva che non stanca, predisponendo l'animo alla fase successiva del dessert.
Chianti classico 2006 MonteraponiIl colore rubino ancora vivo fa ben sperare. Parte in sordina, quasi spento, pare voglia dirci di lasciarlo in pace, ma perché mi avete disturbato? Non insistiamo e lo lasciamo lì in disparte, rispettando il suo umore. Dopo una bella oretta lo riavviciniamo e sembra rinato, ora si che ha ritrovato la gioia di esprimersi e con tanto di dettagli e quindi lo accostiamo volentieri alle lasagne ed all'arrosto che stanno per arrivare.
Parte con una bella ciliegia con incursioni di ribes, poi una leggera speziatura di alloro e menta ed in chiusura un tocco di intrigante cioccolato bianco. Terziari tipo foglie bagnate e cuoio appena accennati. Beva fresca, succulenta con una trama tannica ormai integrata.
Kerner 2007 KofererhofOttimo compagno durante la classica pausa formaggi e miele, che anticipa sempre il dolce.
Illumina il bicchiere di un giallo paglierino carico, dorato. Il suo carattere altoatesino, trapuntato da un insieme sfaccettato e complesso di erbe aromatiche, presenti anche se non invadenti, assecondate da una buona sapidità e mineralita', è arrotondato da un lieve ma persistente miele di acacia che gli dona un ottimo equilibrio. L'importante presenza alcolica non è fastidiosa ed accompagna bene una beva che non stanca, predisponendo l'animo alla fase successiva del dessert.
MASTERCLASS RIESLING MOSELLA
Masterclass Riesling della Mosella targata Il Sole nel Vino con focus annata 2009.Grazie a tutti per la interessata ed attenta partecipazione.
L'UOMO CHE SUSSURRA AL VINO - PIERRE FRICK
L'uomo che sussurra al vinoUn felice incontro ieri sera quello con Pierre Frick presso Ciz Cantina e Cucina (http://www.cizcantinaecucina.it) a Milano.
I suoi vini, oltre a portare con se la genuinità di un territorio bellissimo come l'Alsazia, sanno accompagnare il cibo e chi li beve, mettendosi di lato con discrezione e rispetto, sicuri che chi li saprà ascoltare potrà coglierne la sincerità, la fragranza, la freschezza, la longevità comunicativa attraverso il loro linguaggio fatto di frutta bianca, fieno, acidità, mineralita', sapidità, florealita', speziatura lievemente piccante. Proprio come Pierre, uomo vero, sincero, che custodisce le vigne ed accompagna il suo vino fino a noi, spiegandoci come é nato, come andrebbe accolto ed infine chiedendoci semplicemente se ci è piaciuto.
PINOT GRIS 2016 - ORANGE WINE SLOVACCHIA
Quando incontro un "orange wine", dinamico, poliedrico, evocativo,
consegnato al mondo, quasi liberandosene, da una terra, una storia, un
microclima ed una cultura umana rispettosa delle proprie radici e del
proprio territorio, lo avvicino sempre in un bicchiere senza stelo
perché mi accorgo che il nostro compito non è quello di giudicarlo ma
con-prenderlo, realizzandone il gusto come risultato di una intima
relazione continuamente cangiante. Così divento fiore di campo, poi un
po' ruvido come il tannino delle bucce, forte come l'alcol dell'uva
sotto spirito, a tratti mi riscopro sapido, poi mi ammorbisco come una
albicocca disidratata ed un tabacco dolce da pipa fumata davanti ad un
camino acceso confortato dalle inebrianti essenze fume' .Il suo passato: Pinot Grigio Slovacco, da terreni vulcanici. Annata 2016. Non pressato, fermentazione spontanea, macerazione a contatto con le bucce, affinamento 6 mesi in botti piccole usate. Azienda Pivnica Kajkov.
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