IL GUSTO E' RELAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

giovedì 16 marzo 2023

SCHIOPPETTINO FLAIBANI

 
La rivalsa di un vino dal carattere unico e raro.
Eh si perchè lo Schioppettino fu un vino sempre più ignorato dai contadini locali perchè troppo semplice e poco apprezzato fino ad arrivare negli anni 70 alla sua esclusione dalla denominazione Colli Orientali del Friuli DOC ed addirittura sanzionando i contadini che cercavano di allevarlo.
Gli abitanti di Prepotto insorsero, con a capo il sindaco. La battaglia per restituire dignità e sopravvivenza a questo varietale autoctono fu vinta nel 1983 quando lo schioppettino venne di nuovo riconosciuto e reintegrato nella denominazione.
Questa interpretazione proveniente da una viticoltura biologica che strizza l'occhio alla biodinamica, ci regala un vino che alla vista appare timido vestito di un rubino pallido.
Avvicinandolo meglio con predisposizione, pazienza e curiosità, prima al naso e poi al palato, si susseguono una serie di sensazioni che ci portano in montagna tra i fiori e le bacche da frutto rosse e poi nere. Che succede? Si sente uno sparo in lontananza ed il vento ci porta una incursione olfattiva che dapprima ricorda la polvere da sparo, poi si trasforma in una nota balsamica dovuta alla presenza di una pineta nelle vicinanze. Fermandoci riposando sopra un sasso e assaporando ancora un sorso ecco che si fa largo una inconfondibile speziatura pepata.
Il sorso poi si compie con una viva acidità, sapidità ed un tannino presente. La persistenza è lunghissima, corrispondente e molto piacevole e ci allevia dalle fatiche della nostra escursione, ormai siamo arrivati alla vetta.
Un vino che lascia un buon ricordo di sè. Se lo trovate non perdete l'occasione di assaggiarlo.

TENUTA DI VALGIANO 2014

 Tenuta di Valgiano 2014

Questa annata acida e piovosa sottrae il Tenuta di Valgiano dalla sua zona di comfort e porta questo Sangiovese (60%) e Merlot (40%) ad assomigliare di più ad un Pinot Nero di Borgogna.
L'attacco olfattivo è di frutti di bosco, lamponi, ribes e leggerissime erbe aromatiche che conducono anche il sorso che chiude con una discreta acidità, rafforzata da una percebile astringenza quasi verde. Emergono anche note fiori passi e tartufo che tradiscono una fase evolutiva in corso.
I soli 11.5 vol, l'eleganza e la freschezza del sorso, mai banale, invogliano la beva ed accostano l'esperienza a quella dei pinot noir della Cote de Beaune.