IL GUSTO E' RELAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

domenica 24 marzo 2013

APPUNTI DALL' ITALIA BEER FESTIVAL DI MILANO



Ogni tanto il solito gruppetto di amici appassionati di birre artigianali e scopritori di microbirrifici emergenti mi coinvolge in esperienze degustative e in avventure come quella dello Zythos in Belgio.

Devo dire che, come appassionato di gusto e di enogastronomia, il mondo della birra ed in particolare quello dei microbirrifici artigianali mi affascina e quindi mi faccio coinvolgere volentieri.
La degustazione della birra artigianale, non pastorizzata, non filtrata con ingredienti genuini e non trattati, e' una esperienza sensoriale, di relazione e quindi di gusto sicuramente affascinante.



Questa volta siamo andati all' Italia Beer Festival a Milano, evento organizzato dalla Associazione Degustatori Birra, dedicato alla divulgazione di realta' consolidate ed emergenti nel panorama italiano dei birrifici artigianali.



Felice la scelta della location, SPAZIO 90 (East End Studios) Via Mecenate 84/10 Milano, appena alle soglie di Milano e subito raggiungibile dall'uscita (Mecenate) della tangenziale est.
Spazio espositivo sufficientemente grande in relazione all'afflusso, buona selezione di birrifici, ottima razionalizzazione degli spazi che permetteva una buona fruizione sia degli stand che dell'area centrale dedicata alla possibilita' di sedersi e mangiare, lo stinco di maiale al grill era veramente invitante.
Quindi evento consigliatissimo a tutti coloro che per curiosita' o per passione vogliono conoscere e/o approfondire il mondo della vera birra italiana.

Di seguito i birrifici artigianali presenti:

    Amiata
    BQ

                                                            Bi-Du
    Birradamare
    Birrone
    Brewfist
    Croce di Malto
    Del Forte
    Doppio malto
    Endorama
    Extraomnes


                              Foglie D’erba   

   








   Freelionsbeer
   Gambolò

                                                            Geco

                                                             Hibu
    Kamun
    La Mia birra
    Lambrate
    L’inconsueto
    L’Orso Verde
    Manerba


                                                          Retorto
    Rurale
    San Paolo
    Sibter Himmel


                                                       Toccalmatto

    Trami
    Un Terzo
    Valcavallina



Sorvolando su alcuni birrifici gia' "affermati" e di sicuro affidamento tra cui, Bi-du, Tocalmatto, Orso Verde, Geco, Hibu ed altri, come comunque non segnalare:



Zona Cesarini di Tocalmatto.
Pacific India Pale Ale. Vol 6,5%
Abbinamento:  Cucina orientale








Pecora Nera del birrificio Geco
Birra artigianale italiana, birra cruda. Vol 4,0%
Abbinamento: dolci a base di cioccolato














La mia attenzione e' stata catturata da due birrifici emergenti:

RETORTO - Podenzano (Piacenza)


Un birrificio giovane in tutti i sensi, dove nelle birre si sente tutta la volonta' di far bene e di farsi sentire, anche a volte eccedendo dando alle birre un carattere anche troppo spiccato e a volte invadente. La voglia di fare ... e bene ... c'e' ed il futuro e' tutto davanti a loro.
Le birre che hanno presentato sono state: Latte piu' stile Beer Blanche, Morning Glory American Pale Ale, Krakatoa Indian Pale Ale, Lullaby Belgian Strong Ale, Daughter of Autumn Scotch Ale.



FOGLIA D'ERBA -Forni di sopra (Udine)


Di questo microbirrificio mi ha colpito l'attenzinone alla naturalita', per la scelta delle materie prime, ed al territorio con un occhio attento anche ai prodotti locali. L'utilizzo oltre il 70% del luppolo fresco in fiore e la selezione delle spezie da una filiera ecosostenibile. La stessa attenzione l'ho ritrovata nella rigorosita' nel fornire un servizio perfetto di spillatura con temperatura di servizio ottimale e fragranza della birra a partire dalla schiuma bella compatta e persistente.

Babel
Pale Ale English Style - Vol 4,8%

Ulysses
Black I.P.A. - Vol 5,8%





domenica 17 marzo 2013

RISTORANTE LA PRESEF

RISTORANTE LA PRESEF PRESSO AGRITURISMO BEAUTY FARM LA FIORIDA A MANTELLO (SO)
L'AgriturismoBeauty Farm La Fiorida a Mantello (SO) da qualche anno rappresenta un punto di riferimento Country Chic ai confini della zona della Valtellina, con una offerta che comprende ospitalita', centro benessere, fattoria didattica, eventi e ristorazione attraverso una cucina dai caratteri tradizionali valtellinesi con rivisitazioni creative che attinge direttamente dai prodotti tipici realizzati direttamente e venduti anche tramite lo spaccio aziendale.
In questa cornice non poteva trovare migliore consacrazione il progetto dello Chef Gianni Tarabini attraverso il ristorante La Presef, oggetto della visita, che si e' recentemente aggiunto al ristorante Gourmet tradizionale.
Sito: La Presef
Giudizio Il sole nel vino : 16/20



 Veniamo subito accolti ed accompagnati verso l'ingresso della Presef, dove consegniamo gli abiti ed entriamo in una bomboniera di legno da circa 30 posti dove la tradizione contadina trasuda e l'eleganza dei tavoli la richiama attraverso la mise en place e le posate che sono state forgiate a guisa degli arnesi da lavoro dei contadini.
Un ulterirore nota di tipicita' territoriale e' data dal personale di sala, sempre attento, discreto e che ti fa sentire subito a tuo agio, vestito con gli abiti tipici storici valtellinesi.


 Si inizia ...

Accompagnato da un Bourgogne blanc di Bouzereau, un chianti classico Isole e Olena e dal Vertemate di Mamete Prevostini per chiudere, scegliamo il menu Emozioni, per farci coccolare dalle differenti creazioni dello chef Gianni Tarabini, dove ogni piatto presenta una rielaborazione tecnica ed estetica dei prodotti tipici derivati dall'Agriturismo, che ci lascia affascinati soprattutto per la gestione delle consistenze, profumi e per la tecnica delle salse e fondi. Tutti i piatti sono realizzati da zero partendo dalla materia prima.
Ah, dimenticavo i piatti sono veramente buoni. Su tutti il cotechino, la guancia brasata ed il piccione.



 Il pane


 Entre', Cotechino, cialda alle nocciole, zabaione al passito


Foie gras realizzato in casa, pan brioche, aceto balsamico invecchiato, marmellatina fresca


Inverno sull'Adda, la crema di latte incontra le erbe aromatiche, i legumi, la terra

 Uovo delle galline di allevamento a terra de La Fiorida 

 Crema di caldarroste con aria di Casera Dop realizzato direttamente dall'Agriturismo La Fiorida

Crema di ceci, sanguinaccio, gamberi, semi di grano saraceno fritti


Gnocco di patate, bitto 2012, Missoltini e scorzette di limone


Paccheri di Gragnano, carciofi, gamberi, ricotta affumicata


Guancia brasata, purea di mele, fave di tonka, topinambur


Petti di piccione selvatico, crema di verzette, uva americana della pergola dell'Agriturismo la Fiorida, pancetta croccante


Pre dessert, fogliolina di menta disidratata su crema di latte e graniglia nocciole


 Pera ubriaca, tortino al grano saraceno, crema alla vaniglia



venerdì 15 marzo 2013

CORSO DI APPROCCIO AL VINO 3° EDIZIONE

Terza edizione della fortunata serie del Corso di approccio al vino by Il sole nel vino presso l'Agriturismo Forte di Fuentes a Colico. Iscrizioni aperte, inizio il 12 Aprile 2013 alle 20:00.



mercoledì 13 marzo 2013

BEVO DUNQUE SONO di Roger Scruton

Un vino va oltre gli odori, i sapori, le classificazioni, il vitigno ed il suolo di appartenenza. Si esprime anche e forse soprattutto attraverso il "Terroir" inteso come "environment" pregno di storia, consuetudini, passioni, esperienza, vissuto umano. Oltre al cibo il vino si abbina bene anche al pensiero ed il bere favorisce la consapevolezza di se.

domenica 10 marzo 2013

8 MARZO 2013 - CIECA CON VINI PRODOTTI DA DONNE

Questa cieca non poteva che essere dedicata al gentil sesso. Quindi ho deciso di proporre come tema al femminile quello di vini prodotti da donne.

Tra tutti ho posto la mia attenzione su questi due:


Nosiola Fontanasanta 2010 - Elisabetta Foradori

Nel bicchiere incede con un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, leggermente ambrato con una lieve velatura. Al naso non si svela e quindi prima di passare all'assaggio decido di attendere che si scaldi un po'. Le cose pero' non cambiano di molto, e' molto fine, sottile, marmoreo, leggermente vinoso con accenni di timo, ortica, o giu' di li appena sussurrati. In bocca e' un po' piu' leggibile continuando ad esprimersi con una vena che insiste su parametri marmorei e minerali sottolineati da una trama di buona acidita' e sapidita' avvertibile. Beva compulsiva. Sul finale leggermente vinoso. Una versione molto light dei cosiddetti vini Orange (macerati in anfora). Una Nosiola, vinificata seguendo i dettami della biodinamica, che non definirei scarna ma essenziale, marmorea, "ungarettiana", con un bouquet che avrei gradito fosse piu' leggibile. Un vino un po' timido che non ha voluto aprirsi del tutto e quindi da riprovare, oppure asciugato dall'annata ? Urge una vertivale.

Giusto di Notri 2002 - Tua Rita

Si presenta nel bicchiere con un rubino intenso e quasi cupo, con un unghia cortissima e a tratti violacea che ne svela un po' l'eta. Quindi escludiamo la presenza del sangiovese. Il naso mi porta subito al centro Italia ed e' emblematico di un simil taglio bordolese. La trama olfattiva e fitta, intensa, con in evidenza un frutto di frutta rossa matura con prevalenza di prugna e mora. Si avvertono anche componenti di una speziatura fresca in contrappunto ad una evoluzione olfattiva verso tabacco e liquirizia. Qui avrei dovuto avere il coraggio di dire Bolgheri o giu' di li. Al palato ha una notevole texure in linea con le sensazioni olfattive. L'annata che lo smagrisce un po' e i due cabernet fanno da buon contrappunto ad una trama alcolica e ad un corpo fitti. L'elevato tenore alcolico non infasdidisce ed e' ben bilanciato, cosi' come il legno,  per tutto l'arco della beva. Bel vino, secondo me paradossalmente nobilitato dall'annata che per definizione e' rappresentata come non felice.

giovedì 21 febbraio 2013

L'IMPORTANZA DELLE DEGUSTAZIONI ALLA CIECA

Istruttivo !


VINI NATURALI - LETTERA APERTA AL GAMBERO ROSSO

Lettera aperta di 205 aziende e 4 associazioni dei produttori dei vini "naturali" in risposta agli articoli polemici del Gambero Rosso e Bettane & Dessauve che riporto integralmente tratta da Wine News in modo che ognuno possa farsi una propria idea.

DOPO ARTICOLI POLEMICI DEL “GAMBERO ROSSO” E BETTANE & DESSAUVE, E’ ROTTURA TRA I VIGNAIOLI NATURALI E LA RIVISTA WINE & FOOD. WINENEWS PUBBLICA LA LETTERA APERTA DI 205 AZIENDE E 4 ASSOCIAZIONI DEI PRODUTTORI DI VINI NATURALI ...


 “Gentili signori, vi scriviamo a nome delle diverse centinaia di aziende che producono vino naturale in Italia, sia affiliate ad Associazioni e Consorzi che indipendenti. Siamo rimasti molto perplessi leggendo l’editoriale del Gambero Rosso (“Il tormentone naturale”) e le considerazioni di Bettane e Desseauve (“Te lo do io il vino… naturale”) . Detto molto francamente, abbiamo la decisa sensazione che non siate molto al corrente di quanto sta succedendo, ormai da anni, nel mondo del vino. Accusare i produttori di vino “naturale”, tout court, di produrre solo bottiglie difettose, ossidate, puzzolenti è un controsenso. Perfino la vostra rivista giudica regolarmente, e spesso premia, vini prodotti da cantine che orbitano a pieno titolo nell’ambito del vino naturale. La parte tecnica della polemica è davvero indifendibile: quali sarebbero i metodi “nuovi, “naturali” e “innovativi” utilizzati per stabilizzare i vini naturali? La lunga permanenza in botte sulle fecce (una pratica usata da secoli, dall’Etna alla Loira)? Nello scritto di Bettane e Desseauve si dice addirittura che con la vinificazione naturale “tutti i vitigni e i territori finiscono per somigliarsi perché i cattivi lieviti indigeni con i quali sono realizzati, così avidi di cannibalizzare quelli buoni se il vinificatore li lascia fare, sono gli stessi in tutto il pianeta”! La tesi implicita in questa singolare affermazione sarebbe che una “selezione” di lieviti, ovvero una piccola parte dell’intera popolazione dei lieviti stessi, generi una “varietà” di effetti maggiore. Perdonateci l’ironia, ma sarebbe come dire che bisogna eliminare tutti i tasti neri del pianoforte (quelli “alterati”) se si vogliono comporre opere più complesse ... . E non parliamo neanche della vigna, dove - lo scrivete voi stessi - il fatto di limitare al massimo o di escludere del tutto diserbanti, pesticidi, fertilizzanti è un semplice atto di buonsenso. Siamo i primi a sapere che non può esistere un vino completamente, esclusivamente “naturale”, che il vino è un prodotto culturale, frutto dell’interazione tra l’uomo e la natura. Probabilmente il termine “artigianale” si adatta meglio alle nostre idee: il vino deve essere il frutto delle scelte di chi lavora il vigneto e ne trasforma le uve. Ma crediamo che sia comunque sensato, addirittura fondamentale parlare della maggiore o minore “naturalità” di un vino, visto che la legge permette di aggiungere al mosto una quantità impressionante di sostanze, diverse decine. Se fosse possibile indicare in etichetta le sostanze aggiunte all’uva (o anche solo le sostanze che il produttore decide di non utilizzare), ognuno avrebbe gli strumenti per giudicare quanto un vino sia effettivamente naturale. Invece, guarda caso, è proibito. E nessuno ne parla. Eppure più sono le sostanze aggiunte, meno il vino è spontaneo e digeribile. Questo è ciò che sta accadendo oggi: molti bevitori ed appassionati - forse, chissà, stanchi del “tormentone del vino più buono di tutti”, o del “tormentone dell’annata del secolo” - si allontanano dai vini più artefatti per avvicinarsi a prodotti più spontanei, che non danno mal di testa, sono più digeribili, si accompagnano meglio al cibo. Troviamo davvero surreale accusare ottimi chef francesi di “ingenuità” visto che scelgono di servire, con i loro piatti, prodotti non invadenti, non grassi, non dolciastri e legnosi, che dialogano con il cibo invece di sovrastarlo. I più seri tra i produttori naturali cercano espressamente nei loro vini la freschezza, la sapidità, la digeribilità. E’ ovvio che l’incontro tra questi vini e una sana cucina di sapori e di sostanza avvenga sempre più di frequente. E se qualcuno non è contento può semplicemente scegliere un altro ristorante, tutto qui. O eventualmente ordinare un’altra bottiglia. L’importante è rispettare le scelte del ristoratore, e non accusarlo a priori di ingenuità o di incompetenza. Probabilmente è proprio questo l’aspetto che sfugge in modo più vistoso a tanta critica di oggi. Citare il Domaine de la Romanée-Conti, che produce le bottiglie più costose del pianeta, come esempio di vini naturali “buoni”: ecco, questa è un’ingenuità che fa quasi tenerezza. Evidentemente non si è proprio compreso che il movimento del vino naturale intende recuperare un rapporto quotidiano con il vino, affermarne il valore gastronomico e alimentare che negli ultimi decenni è stato negato nel nome dei premi e dei punteggi. Un atteggiamento che ha portato al crollo verticale dei consumi al quale stiamo assistendo ormai da molti anni. E non crediamo sia un caso il fatto che la crisi, per il settore del vino naturale (settore minuscolo, sia chiaro), si avverta in modo molto meno evidente. Sarà questo il motivo per cui questo piccolo mondo artigiano sta subendo tanti attacchi, e per cui si cerca sempre più insistentemente, violentemente di screditarlo? Noi siamo convinti che un atteggiamento critico sano ed aperto debba essere quello del confronto, della volontà di capire un fenomeno in espansione esaminandone pregi e difetti (non pensiamo affatto di non averne) e informando il pubblico in modo obiettivo, invece di gridare a ogni piè sospinto le parole “difettoso”, “volatile”, “ossidazione”. Appassionati e curiosi saranno poi liberi di scegliere: non vogliamo che vengano condotti per mano, ma semplicemente che gli si forniscano nel modo più chiaro e onesto gli strumenti adeguati per poi lasciarli liberi. Invece il tono dei pezzi sul numero di gennaio, lasciatecelo dire, è davvero aggressivo, come se il vino naturale e artigianale fosse una sorta di nemico da abbattere ad ogni costo, non un’alternativa da conoscere e soprattutto da rispettare. Noi crediamo, al contrario, che ci sia spazio per tutti, piccoli e grandi, naturali, biologici, biodinamici e convenzionali, a patto che il produttore lavori in modo etico e responsabile. Non pensiamo di avere la verità in tasca, ma abbiamo le nostre idee e ci piace difenderle e sostenerle visto che sono il frutto del nostro lavoro quotidiano. Nel periodo del prossimo Vinitaly si svolgeranno ben tre diverse manifestazioni di viticoltori naturali: ViniVeri a Cerea, VinNatur a Villa Favorita (Sarego), Vivit in Vinitaly. Invitiamo ogni giornalista aperto - e ogni bevitore, naturalmente - a venirci a trovare, ad assaggiare, a discutere e confrontarsi con noi.

I firmatari :
Associazione e Consorzi Associazione Renaissance Italia Associazione Vinnatur Associazione Vi.Te Consorzio Vini Veri Aziende Albani Alberto Anguissola Aldo di Giacomi Alessandro Torti Alla Costiera Altura Ampeleia Andrea Scovero Andrea Tirelli Antiche Cantine de Quarto Arianna Occhipinti Aurora ‘A Vita Bonavita Borgatta Bressan Ca’ del Vent Ca’ de Noci Camerlengo Camillo Donati Campi di Fonterenza Campinuovi Cantina Giardino Cantina Margò Cantine Valpane Cappellano Carla Simonetti Carlo Tanganelli Carussin Casa Belfi Casa Caterina Casa Coste Piane Casale Casa Raia Casa Wallace Cascina degli Ulivi Cascina delle Rose Cascina la Pertica Cascina Roccalini Cascina Roera Cascina Tavijn Cascina Zerbetta Casebianche Castello di Lispida Castello di Stefanago Cinque Campi Clara Marcelli Colombaia Corte Sant’Alda Cos Cosimo Maria Masini CostadiLà Crealto Cristiano Guttarolo Crocizia Daniele Piccinin Daniele Portinari Dario Prinčič Davide Spillare Denavolo Denis Montanar Denny Bini-Podere Cipolla Elisabetta Foradori Elvira Emidio Pepe Eugenio Rosi Ezio Cerruti Fabbrica di San Martino Farnea Fattoria Castellina Fattoria Cerreto Libri Fattoria Mondo Antico Fattorie Romeo del Castello Ferdinando Principiano Ferrandes Filippi Fiorano Fontemorsi Franco Masiero Franco Terpin Frank Cornelissen Gatti Gianni Massone Gino Pedrotti Giovanni Montisci Giuseppe Rinaldi Gonella Gradizzolo Guccione Haderburg Il Cancelliere Il Cavallino Il Maiolo Il Paradiso di Manfredi Il Tufiello Irene Cameli Iuli La Biancara L’Agricola del Farneto La Castellada La Distesa Laiolo La Marca di San Michele La Moresca La Pievuccia La Stoppa La Visciola Le Barbaterre Le Calle Le Chiuse Le Cinciole Le Coste sul Lago Loacker Lo Zerbone Lusenti Macchion dei Lupi Marabino Marco de Bartoli Marco Sambin Marco Sara Maria Letizia Allevi Maria Pia Castelli Mario Macciocca Martilde Massa Vecchia Massimiliano Croci Mlečnik Monastero Trappiste di Vitorchiano Monte dall’Ora Monteforche Montesecondo Monte Versa Musto Carmelitano Natalino del Prete Nino Barraco Oasi degli Angeli Odilio Antoniotti Pacina Panevino Paolo Bea Paolo Francesconi Pialli Pian dell’Orino Pian del Pino Piccolo Bacco dei Quaroni Pierini e Brugi Pierluigi Zampaglione Podere Concori Podere della Bruciata Podere Gualandi Podere Il Santo Podere La Cerreta Podere Le Boncie Podere Luciano Podere Luisa Podere Pradarolo Podere Santa Felicita Podere Veneri Vecchio Poderi San Lazzaro Poggio Trevvalle Porta del Vento Praesidium Punta dell’Ufala Quarticello Radikon Radoar Remo Hohler Roagna Ronco Severo Rugrà San Fereolo San Giovenale San Polino Santa Caterina Santa Maria Serafino Rivella Skerlj Stefano Amerighi Stefano Legnani Stella di Campalto Taverna Pane e Vino Tenuta di Valgiano Tenuta Grillo Tenuta l’Armonia Tenuta Montiani Tenuta Selvadolce Tenute Dettori Terre a Mano Tenuta Migliavacca Tenuta Terraviva Tenuta Vitereta Trinchero Tunia Valdibella Valli Unite Vercesi del Castellazzo Vignale di Cecilia Vigneto San Vito Villa Bellini Vino di Anna Vittorio Bera e figli Vodopivec Walter Mattoni Weingut Ebnerhof Zidarich