IL GUSTO E' RELAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

venerdì 7 settembre 2012

Rimembranze degustative trascorse ... correva l'estate del 2011


San Giobbe 2009 Pinot Nero - la Costa
E' da ormai un po' che Claudia ci prova e riprova ostinatamente a tirar fuori sempre qualcosa di meglio dalle sue viti di Pinot Nero piantate in Brianza nella splendida cornice della valle del Curone nei pressi di Perego (LC).
Il suo vino continua ad essere ancora vittima dell'eterna lotta tra una caratterizzazione Borgognona centrata piu' sulla durezza, etereita', ed una Altoatesina volta piu' verso il frutto ed il corpo. In questa bottiglia prevale di piu' la prima con uno spunto etereo ed una durezza forse eccessivi. Bottiglia giocata piu' sulla mineralita', acidita' tannini ancora in assestamento che non sui fruttini che hanno la peggio. Forse da aspettare o forse da aspettare che Claudia risolva la lotta di cui sopra scoprendo la vera caratterizzazione che puo' dare quel torroir al Pinot Nero.

Frappato 2007 - Arianna Occhipinti
Presentato assieme ad una bella grigliata di carne in compagnia e lungi dall'aspettarsi complessita' e cerebralita' si e' svelato per quello che e', semplicemente vinoso, vibrante, fruttato, sapido, e caratterizzato da una inconfondibile speziatura dolce molto caratterizzante. Un vino che lascia parlare l'uva ed il territorio. Come un ospite mai invadente ma che se lo ascolti ti colpisce per la sua personalita' semplice, schietta, autentica che ti conquista e che senza alzare la voce si e' fatto notare ed apprezzare anche durante la chiassosa e goliardica grigliata.

Comtesse Marie de France 1999 - Paul Bara
Champagne caratterizzato da un giallo paglierino quasi dorato. Perlage fine. Naso fragrante, frutta gialla e accenni di pasticceria. In bocca carbonica morbida, agrumi ed una leggera spoeziatura sul finale. Champagne da tutto pasto.
Una Maison che non ti tradisce mai per la continuita' a livelli medio alti per questa cuvee che pur non caratterizzandosi per picchi straordinari non cade mai verso livelli di sufficienza.
Una regolarita' che a volte tradisce anche una certa attenzione alla costruzione del prodotto (ho odiato descrivere il vino in questo modo ma rende l'idea) ma sempre nel rispetto della terra e dell'ambiente. Una garanzia di qualita'.

Initial Sbocc. 2007 - Selosse
Un vino piu' di stile che di terroir che viene fuori solo nelle sboccature meno recenti.
Qui giallo paglierino intenso, perlage fine, naso liquoroso con frutta bianca matura ma che tradisce anche una certa verve che si ritrova in bocca piu' attraverso una acidita' che non mineralita', addomesticate da un uso del legno ben giocato che genera una perfetta corrispondenza naso bocca. Carbonica avvolgente quasi cremosa. La bottiglia si e' lasciata bere volentieri.

Clos Vougeot 1999 - Chateau de la Tour
Il colore rubino di questo Pinot Nero non lascia trasparire l'eta'. Al naso etereo poi si rivela poco a poco durante la beva passando dai fruttini alla violetta che lo rendono piacevolmente complesso anche se tradisce una certa durezza di fondo che pur dipanandosi la ritrovo al palato. Il registro in bocca e' decisamente a favore delle componenti dure e a tratti verdi che si smorzano veramente poco durante la beva. Si fa comunque bere bene con acidita' ben presente ed un corpo esile che lo fa scivolare via velocemente in bocca. Da un GC di questa annata mi aspettavo una marcia in piu' e maggior complessita' e texture al palato.

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