IL GUSTO E' RELAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

sabato 29 agosto 2020

JURA LE SAGE VAGNIN 2016 DOMAINE PHILIPPE CHATILLON

Lo Jura che strizza l'occhio alla Borgogna, mantenendo la propria identità rurale e contadina.

Le Sage Vagnin Ouillè 2016 Domaine Philippe Chatillon.

3 ettari tra Arbois e Passenans su marne blu grigiastre. Zero diserbanti, zero chimica, zero solforosa aggiunta, fermentazione da lieviti indigeni.

Incontrato troppo giovane, lo sapevo già e l'assaggio me lo ha confermato, ma avrò la possibilità di incontrarlo tra qualche anno.

Il suo racconto è di giornate spensierate al sole trascorse in piena campagna avvolti dal profumo del fieno già accatastato in essicazione e dai tipici odori rurali. Nelle vicinanze gli spari dei cacciatori restituiscono nell'aria un essenza di polvere da sparo, mentre la griglia di pesce esala un ricordo marino condito da calde spezie orientali.
Nell'intimità del sorso porge il sollievo dalla calura estiva riempiendo il palato di una addizionale sensazione fresca, dissetante, data da una netta e tagliente mineralità e acidità agrumata molto vicina al pompelmo ed al limone, leggermente smussata da un ricordo di pesca noce.


 

ARCHETIPO FIANO 2017

Siamo a Castellaneta non lontano da Altamura. Azienda che fin dagli anni 80 ha convertito la produzione agricola in Biologico e che dal 2000 è in regine biodinamico. Niente chimica in vigna e sviluppo naturale delle fermentazioni in cantina, nessuna filtrazione.
I vitigni coltivati sono Primitivo, Aglianico, Negroamaro, Fiano, Greco Maresco, Marchione e Sussumaniello.
Il Fiano da 6-7 giorni di macerazione sulla bucce e 2 mesi circa di fermentazione a basse temperature. Affinamento in acciaio per 5-6 mesi sulle sue fecce fini nobili.
Appare nel bicchiere color oro antico con riflessi aranciati.
La partenza è sfidante con una volatile che permea e condiziona sia l'approccio olfattivo che la bevuta.
Lo scaraffo appoggiando il decanter su un panno ghiacciato ed attendo una mezzoretta.
Ora inizia a muoversi regalando un naso salmastro e floreale tipo gelsomino. Il palato è corrispondente e chiude con una decisa acidità agrumata rinforzata da una volatile ancora avvertibile.
Ma il suo meglio, pur rimanendo un vino semplice, lo dà dopo un'oretta di decanter, quando si scalda. Volatile sparita. Perchè alle note precedenti si aggiungono quelle varietali di pera e terrose affumicate, avvertibili sia al naso che al palato completandolo e bilanciando la chiusura che rimane iodata con una bella ed integrata acidità agrumata dissetante.
Il vino poi non poteva non finire in un bicchiere Gravner sul balcone davanti al mio lago di Como.


 

RIESLING SPATLESE 2009 WINTRICHER GEIERSLAY di GUNTHER STEINMETZ

Riesling Spatlese sur lie 2009 Wintricher Geierslay di Gunther Steinmetz.

Siamo in Germania nella middle Mosel a sud Di Bernkastel Kues.

Produttore rispettoso delle vigne, zero diserbanti o chimica, fermentazione spontanea in cantina.

Riesling sur lie con fermentazione alcolica completamente svolta, 12 vol, più un trocken spatlese. Ancora giovane.

Fin dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, si preannuncia come un vino di luce.
L'attacco al naso è di idrocarburi ma non invadenti che lasciano volentieri spazio a pesca, cedro ed erbe officinali. Il palato è corrispondente con un finale lungo, tagliente dove prevale una spiccata acidità agrumata, ritornano il cedro e le erbe officinali. La beva è altresì pervasa da una netta mineralità tipo sassi bagnati dal fiume.

Riesling integrale, molto territoriale.




RODITIS MACERATION 2016 DOMAIN KTIMA LIGAS

Domain Ktima Ligas in Grecia a Pella.Viticoltore in regime biodinamico, permacoltura. Il suo vino di punta è il Roditis Barrique.

Questo è il Roditis Maceration 2016, un Orange Wine veramente estremo. Hardcore, solo per maggiorenni ed amanti delle birre acide.

L'approccio non è dei più semplici. Per esperienza meglio tenerlo in frigor per due giorni a 6 gradi, poi scaraffarlo per un'oretta e succesivamente rimetterlo in bottiglia rinfrescata. Servire a 10/12 gradi o più in coppe o bicchieri ampi con o senza stelo.

Colore classico da orange wine non filtrato.
Superato l'afflato dovuto ad una volatile che ne costituisce il supporto di acidità necessario, si fanno decisamente largo fiori bianchi, frutta gialla ed una speziatura di pepe bianco. In bocca è corrispondente, poi minerale, sapido, torbato. Chiude con una spiccata acidità agrumata.

Only the brave



 

CHABLIS LES CLOS 2007 DAUVISSAT

Chablis Les Clos 2007 di Dauvissat. Lo chardonnay che viene dal freddo.
Annata dritta, fredda, minerale.
Colore giallo paglierino tendente al dorato. Limpido. Al naso apre con burro d'alpeggio e fiori bianchi con accenni di agrumi, con una vaga sensazione di pepe bianco.
Il palato corrisponde ed è avvolgente ma l'acidità agrumata prevale e pulisce il palato. Lungo, dritto minerale. Chiude in retrolfazione con pompelmo, fiori bianchi e pepe bianco.
Aggiunta postuma: Il giorno dopo. Più equibrato, con una acidità che vira verso una netta mela verde, minerale, una punta leggera di polvere da sparo sul finale. Pai infinita.
Cene sono ancora in cantina e va bene così.

PONTE TOI 2016 STEFANO LEGNANI

Ponte di Toi 2016 di Stefano Legnani. Siamo in provincia di La Spezia, a Sarzana.

Vino bianco da tavola, il varietale è il Vermentino.

Vino naturale non filtrato. Fermentazione spontanea con le bucce per 5 giorni con la sua pied de cuve. Poi separato dalle bucce, pigiato assicurandosi che la fermentazione continui. Infine viene lasciato lavorare spontaneamente fino a Gennaio senza controllo della temperatura. Poi viene svinato senza filtrazione.

È un vino verace, di personalità, va aperto ed attesa almeno un'ora per fare in modo che perda alcune sgrammaticature soprattutto al naso. Lo si gusta meglio partendo da una temperatura di servizio non troppo bassa, per apprezzarne poi l'evoluzione man mano che si scalda.

Il colore è giallo paglierino oro antico. L'olfazione è salmastra, di fieno fermentato ed uva bianca sotto spirito, con incursioni di erbe aromatiche. Al palato è corrispondente, avvolgente, ampio, minerale, sapido. Chiude con una impronta amarognola avvolgendo il palato con il tannino delle bucce e l'uva sotto spirito che ritorna con una retrolfazione ancora di fieno ed un pò alcolica, quasi torbata, con ricordi di erbe aromatiche mediterranee e iodio. Vino integrale, abbinamento regionale.

CHAMPAGNE FRANCIS BOULARD & FILLE ROSE' DE SAIGNEE 2012

 

Questa sera con platessa alla mediterranea e pizza, uno Champagne delle montagne di Reims, rosè de saignèe 2012 di Francis Boulard & Fille. Pinot noir e pinot meunier in parti uguali. Approccio biodinamico in vigna, fermentazione spontanea, 12 ore di macerazione sulle bucce, 3 g/l di zucchero residuo, sboccatura 2018.

Il colore è di un ramato che ti rapisce subito. Bollicine fini e persistenti.
Al naso l'esordio è di una fragranza avvolgente che annuncia una buona cremosità, ma subito si fanno largo sensazioni di uva spina, rosa e leggerissima ossidazione che lo rende intrigante preannunciando un tocco di ferrosità ed ematicità. Palato corrispondente alimentato da una sferzata di acidità e mineralità con un ricordo di lampone e tè. Chiude lungo con una sensazione sapida, minerale e quasi tannica, oserei dire argillosa, amarognola, con una impronta di tè inglese.