martedì 8 settembre 2020
CROZES-HERMITAGE 2016 DARD & RIBO
sabato 29 agosto 2020
CHAMPAGNE RUPPERT-LEROY
L' Azienda agricola Ruppert-Leroy risiede all'estremo sud-est della
Champage presso il piccolo villaggio di Essoyes, a soli 10 chilometri
dal confine verso la Côte d’Or.
La fondazione risale al 1970 con
Gerard Ruppert, laureato in filosofia ed amante del proprio territorio.
Ruppert inizia con mezzo ettaro di vigne condotte in regime bio
ancora quando quasi tutti nella Champagne gestivano le vigne con
prodotti chimici dando poca importanza alla qualità del frutto.
Quando Ruppert lascia la conduzione della vigna alla figlia Benedicte le
uve non vengono più vendute a vantaggio della produzione propria di
champagne.
Quattro anni fa, dopo aver parlato con Pierre Paillard,
avuto l'opportunità di incontrare Overnoy ed avuto come mentore Bertrand
Gautherot di Vouette et Sorbée, Gerard e Benedicte passano alla
conduzione in vigna in regime biodinamico, niente chimica, lunghe
fermentazioni e pochissima solforosa aggiunta.
Senza sottovalutare
il sorprendente 11,12,13 Brut Nature ottimo champagne per qualità/prezzo
e lo sbalorditivo, imperdibile rosè Des Cogneaux de saigneè,
l'espressione del terreno gessoso la troviamo nei seguenti Brut Nature:
- Fosse-Grely classico blend Pinot Noir/Chardonnay vinificato in
acciaio. Floreale, quasi balsamico, molto minerale, bilanciato in
ampiezza dal frutto del Pinot Noir, ma con uno strappo minerale, dritto e
salino di uno chardonnay che ricorda Chablis.
Dallo stesso cru c'è anche la Cuveè Papillon, 100% Pinot Noir. Cremosa, imponente, larga di gran struttura.
- Des Cognaux, viene da un cru 100% Pinot Noir, di marna grigia,
gessosa. La fermentazione ed affinamento avvengono in barrique.
Champagne imponente, la mineralità si sposa bene con la ricchezza del
frutto simile alla nespola. Fragrante ed avvolgente. Arricchito da
incursioni floreali, di salvia ed erba medica.
- Martin-Fontaine,
100% chardonnay. Stesso metodo di vinificazione. Immediato, gradevole,
ma anche profondo e stratificato. La sensazione fresca ed agrumata è
accompagnata da frutta gialla ed una texture cremosa. La verve di
mineralità è chiusa da una sensazione di cedro quasi affumicata. Chiude
con una nota sapida.
CABERNET FRANC ROUGE 2017 DOMAINE GUIBERTAU
Dal villaggio siccitoso di Saint Just Sur Dive, a 12 chilometri da
Saumur nella Loira, con terreni ricchi di tufo che riescono a catturare
l'umidità ed a restituirla alle viti rendendo possibile la loro
coltivazione con risultati sorprendenti, il Domaine Guibertau propone
uno Chenin Blanc ed un Cabernet Franc attraverso un approccio naturale e
mini invasivo. È ferragosto, giornata spensierata e divertente come il suo Cabernet Franc Rouge 2017.
La finta austerità, riscontrabile
maggiormente nei cru, fa subito largo ad una generosa marasca innervata
da una speziatura a tratti balsamica che ricorda il ginepro.
Al
palato è corrispondente, il corpo è esile ma con un bel grip sul palato.
Chiude agile, con una buona acidità, aggiungendo sensazioni floreali ed
amaricanti.
MALVASIA 2015 DAMIJAN PODVERSIC
VERGE VIRE-CLESSE 2007
Siamo a Virè, chardonnay solo acciaio, naturale, senza solforosa, S.a.i.n.s. Appelation Virè-Clessè Controlèe 2007 annata fredda.
Dritto, minerale, subito al naso metallico, polvere da sparo netta. Acidità agrumata tipo pompelmo a manetta. Estivo, chiude con un accenno di burro di alpeggio come se ti rimanesse sul palato un pò freddo prima di sciogliersi, accompagnato da una sensazione retronasale marittima, iodata. Unica concessione al frutto quando si scalda, escono mela gialla e nespole avvolgenti.
Perfetto con le ostriche al naturale, seguite da spaghetti allo scoglio.
DUE SORSI SEMPLICI MAI BANALI - RE CONTESO E SASSI FRAGA 2018
- ReConteso 2018 La Felce di Andrea Marchesini. Lunigiana.
Sorso fresco, minerale, frutto rosso succulento, tannino ben integrato. Snello di ottima bevibilità.
- SassiFraga 2018 Le Strie. Valtellina.
Chiavennasca molto varietale. Ad un frutto di bosco accennato si
affiancano, note floreali, ma soprattutto una speziatura di erbe di
bosco di montagna. La bocca viene asciugata da un tannino teso e ben
presente.
Le cose semplici, fatte per bene.
GRAVNER RIBOLLA GIALLA 2009
Vitigno coltivato ad Oslavia, al confine con la Slovenia.
A lungo macerato sulle bucce dopo una fermentazione spontanea in anfore georgiane di terracotta interrate, senza il controllo della temperatura. Svinato e torchiato, rimane in anfora per 5 mesi per poi affinare in botti di rovere per 6 anni.
Il vino lo ritroviamo nel bicchiere col suo bellissimo colore ambrato senza aver subito chiarifiche e filtrazioni.
Fin dall'olfatto ne intravediamo la giusta complessità, eleganza ed
intensità, con sensazioni di pesca, albicocca, corteccia, erbe
aromatiche quasi balsamiche che si alternano bel bicchiere. Il palato è
corrispondente, più asciutto di altre annate, con una trama tannica
evidente, chiude lunghissimo riprendendo una ad una le sensazioni
olfattive. Pronto, se atteso ancora può esprimersi oltre.
Esperienza organettica da provare almeno una volta.








