IL GUSTO E' RELAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

lunedì 18 novembre 2013

WEEK END IN LUNIGIANA (SECONDA TAPPA)


La seconda tappa del nostro week end ci porta inevitabilmente a Filattiera presso l'azienda agricola Naturalmente Lunigiana, dove ad attenderci ci sono Pierpaolo Piagneri e la moglie Guia.
 La voglia di riconciliarsi con la terra e di far riscoprire e rivivere alle persone il piacere dei formaggi e dei salumi tipici della Lunigiana, attraverso il lavoro di recupero e rivisitazione di antiche tradizioni, ha portato nel 1996 Pierpaolo e Guia alla realizzazione dell’azienda agricola, fattoria, Naturalmente Lunigiana.
Il tutto parte dalla fattoria, dall’aia e dai pascoli verdi e magri della Lunigiana, così come per il vino parte dal terreno, dal microclima e dalla vigna. Ed è da lì che le mucche, i vitelli, i maiali grigi, le pecore e le capre,allo stato brado, anche se Pierpaolo sta operando una selezione, attraverso una alimentazione naturale, genuina e diretta dalla natura circostante, danno una carne ed un latte di rara qualità e sapore autentico. Peccato che il clima ostile non ci abbia permesso di visitare gli allevamenti.

A questo punto con una materia prima di estrema qualità, da un unico pentolone “magico”, dalla lavorazione a crudo del latte, Pierpaolo riesce ad estrarne l’essenza trasformandolo in formaggi tipici e straordinari.
Si parte dallo yogurt, dallo stracchino morbido, cremoso e con una acidità non straripante. Dalla fantastica ricotta salata fresca, cremosa, una via di mezzo tra il mascarpone e la panna, senza dimenticare quella stagionata, la cui forma ricorda il telo a sacco in cui è stata fatta stagionare. Un tripudio di freschezza e genuinità ormai dimenticate dal nostro palato.

Si continua attraverso la formagella bianca, classica di latte vaccino, morbida, passando per il caprino a pasta “gessosa”, stagionato intenso e varietale, giungendo al saporito quadrello di latte vaccino ed ovino.
Poi è la volta della Stella dell’Arpa, dalla pasta gialla saporitissima e sapida e dalla crosta rosea dovuta alle muffe create dal microclima delle cantine in sasso che l’hanno accolta. Infine il pecorino di media e lunga stagionatura, dal sapore persistente.

La bontà di tali cantine permette a Pierpaolo di far stagionare anche a lungo i formaggi e da queste stagionature nascono l’erborinato che ti fa tornare ai profumi del fieno e della stalla, il pecorino e la ricotta invecchiati e altri formaggi molto invecchiati, farinosi, a tratti balsamici, con una complessità di sapori incredibile.
Ultimi ma non da meno i salumi, che Pierpaolo ci ha fatto assaggiare accompagnati dal pane e da due vini tipici della Lunigiana come la Durella e la Pollera. Segnalo la mortadella ed il salame su tutti, ottenuti  dalle parti migliori del maiale grigio. 

Insomma, Naturalmente Lunigiana vale proprio una visita, se si ha la fortuna o la curiosità di passare da queste parti, e ve lo consiglio vivamente, per vivere la passione di Pierpaolo e Guia per questa terra, trasmessa nei loro veraci prodotti.

La giornata si conclude con una visita a Pontremoli, paesino d’altri tempi dove si trova il museo delle Statue Stele Lunigianesi.
Sulla via del ritorno non poteva mancare la visita alla famosa Cantina CàLunae (di Bosoni), una vera e propria tenuta contenente un ricco museo di arte contadina. 


Qui abbiamo effettuato alcuni assaggi dei quali mi ha colpito per il varietale e la freschezza, il bianco fatto con il vitigno autoctono Albarola in purezza ed il rosso Niccolò V Riserva 2007 per il connubio vincente tra influsso della Toscana e l’autenticità dei vitigni autoctoni della Lunigiana, con un legno dosato bene.

Felice scoperta il paesino di Ortonovo, in alto, immerso tra gli appennini ed una visuale stupenda fino al mare. Qui abbiamo pranzato presso la trattoria da Fiorella, assolutamente da provare per la sapienza contadina e casalinga nella proposizione di piatti tipici ben cucinati ed a sorpresa una carta dei vini semplice ma di occhio esperto.

giovedì 14 novembre 2013

WEEK-END IN LUNIGIANA (PRIMA TAPPA)



Questo week end nasce dalla cusriosità ed interesse da parte mia e di Marco, suscitatici dall'azienda agricola Naturalmente Lunigiana tempo fa, presso l'evento Semplicemente Uva svoltosi a Milano.
Finalmente siamo riusciti a coinvolgere altri appassionati e ad organizzare questo week-end che ci ha fatto scoprire il fascino di altri tempi di una terra orgogliosa della propria storia e desiderosa di rivendicare le proprie origini, ancorchè povere ma di una semplicità autentica.
La Lunigiana, racchiusa tra le alpi Apuane, gli Appennini e la costa ligure, svela le proprie origini medioevali attraverso il dislocarsi di castelli e antichi borghi, lungo la valle del  Magra. Purtroppo la maggior parte dei castelli è in rovina. Interessante il castello di Fosdinovo.
 
A proposito di castelli, il nostro week inizia presso l' AgriturismoCastel del Piano a Licciana Nardi. 

Qui Sabina ed Andrea, con il coraggio e la passione delle persone vere, hanno ripristinato e rivalutato un vecchio castello medioevale dei Malaspina risalente al 500, restaurandone l'antico splendore e rendendolo fruibile attraverso la realizzazione di questo bel agriturismo. L'atmosfera che si respira è quella medioevale, partendo dalla fedele ristrutturazione del castello, la cantina ed attraverso le stanze, la saletta per la colazione e la sala da pranzo recuperata in perfetto stile cinquecentesco.

Non poteva esserci inizio migliore. Avvolti in questa atmosfera e coccolati dalla pasione per la loro terra, Sabina ed Andrea ci hanno fatto sentire subito a nostro agio.

La Lunigiana è anche terra di produzione agricola che spazia dal vino, al pane, attraverso i formaggi ed i salumi, per la realizzazione di prodotti tipici quali i testaroli, i panigacci, la spalla cotta, il filetto di maiale, la torta d'erbi,  le denominazioni vinicole : IGT Val di Magra e la DOC Colli di Luni. ...

Trascinati dalla passione per il vino ed il proprio lavoro, ci facciamo coinvolgere da Andrea che ci porta in visita presso i propri vigneti illustrandoci con passione e competenza la propria filosofia di conduzione del vigneto ed il proprio prodotto.
Il valore principale che permea la conduzione dei 3 ettari di vigneto e 1 ettaro di uliveto, impreziositi dal contorno boschivo e dal torrente, è quello di preservare il patrimonio delle conoscenze storiche e delle varietà autoctone attraverso l'intelligenza e la sensibilità moderne dell'applicazione dei principi della ecosostenibilità e dell'emissione zero di anidride carbonica. La cantina è dotata di pannelli fotovoltaici e di una caldaia per la conversione in calore del materiale combustibile di risulta che la natura restituisce.
La coltivazione dei vigneti e degli ulivi in Lunigiana risale fin dal Medioevo e le varietà dei vitigni preservate da Andrea sono la Pollera, la Durella, il Vermentino nero, la Marinella, ... con incursioni di allevamenti di Chardonnay, Merlot e soprattutto Pinot nero, vitigno per il quale Andrea ha un debole.
Il terreno è un antico deposito alluvionale, ricco di sabbia, ciotoli, minerali e limo, nel quale le viti sono stimolate ad andare in profondità. Il microclima è mediterraneo con una leggera influenza marina. Presenta una interessante escursione termica e la valle è accarezzata da una ventilazione apprezzabile. Queste ultime due caratteristiche, unite alla passione per il Pinot nero, hanno convinto Andrea per un allevamento a Guyot a densità di impianto di circa 8500 ceppi/ettaro con una produzione inferiore di 1 kg per vite, per tutte le varietà.
La conduzione in vigna è la meno invasiva possibile, inerbimento senza l'utilizzo di diserbanti. Compost, con una lotta  limitata all'utilizzo dello zolfo. Solforosa nei vini non oltre i 40 mg/l. L'approccio è quello di andare oltre il biologico.
Dopo una accurata vendemmia manuale le uve vengono ammostate suddivise per tipologia e si lascia che sia il lievito indigeno presente sulle bucce a far partire la fermentazione.
Le vaietà autoctone vengono affinate in acciaio, mentre lo Chardonnay (anche se solo in parte), il Merlot ed il Pinot nero, affrontano un affinamento fino ad 12 mesi in barrique francesi  di rovere.
Accolti nella sala da pranzo cinquecentesca, di fianco al maestoso camino, affrontiamo la degustazione dei vini accompagnata da un buffet freddo di formaggi e salumi tipici.
Durlindana 2012
Il primo vino che affrontiamo proviene dal vitigno autoctono a bacca rossa Pollera, che Andrea ha deciso di vinificare in bianco e in rosato e che in futuro vorrebbe spumantizzare.
Per il rosato, dopo la pressatura soffice e 5 ore di macerazione a contatto con le bucce, avviene la fermentazione in acciaio a temperatura controllata per poi rimanere sui lieviti per 8 mesi e finire l'affinamento in bottiglia per altri 3.
Il vestito è da vino rosso con un colore che si scarica man mano, passando da petalo di rosa rossa al rosa chiaro dell'unghia.
Attraverso un naso restio, vinoso, con un alcol etereo che tende a sordinare i fruttini, si compie al palato. Corrispondente, fresco, sapido con i fruttini più in evidenza ed una impalcatura tannica vellutata.
Pianpiano 2009
Vino composto da tutti e tre i vitigni a bacca bianca coltivati. Chardonnay, Pinot grigio e Durella.
Qui una parte dello Chardonnay passa in barrique, il resto fa acciaio. Rimane sui lieviti per 12 mesi per poi completare il percorso in bottiglia per altri 6.
Caratterizzato da un bel giallo paglierino pieno fasciato da un aurea dorata e chiuso da un unghia chiara corta, sbuffa subito un afflato netto di Chardonnay in barrique, frutta tropicale e tabacco, rincorso da una speziatura aromatica floreale. Il palato è coerente, morbido, caratterizzato da una alcolicità glicolica, rinfrescato da note sapide e da una acidità agrumata.
Vino leggibile, a tratti complesso, un pò troppo segnato dal legno ma ben contrastato dalla aromaticità, freschezza e sapidità della Durella.
Pepe Nero 2011
Pochissimi in Lunigiana producono il Vermentino Nero in purezza.
Solo acciaio, 10/15 giorni di macerazione, 12 mesi di affinamento distribuiti tra acciaio e bottiglia.
Colore violaceo intenso ben stratificato verso un' unghia più chiara. Naso con alcol etereo, frutti rossi e leggera nota speziata di pepe. Palato non proprio corrispondente, dove al frutto sul finale si aggancia una nota amaricante. Esprime bene il proprio varietale anche se in modo un pò slegato. Interessante potenziale.
Groppolungo 2009
In questo vino ogni anno vengono utilizzate le varietà a bacca rossa che meglio si addicono all'annata e per la 2009, annata piena, sono state utilizzate le seguenti: Canaiolo, Syrah, Pollera, Marinella.
Rubino intenso, unghia corta. L'annata intensa e abbastanza calda si sente, portando il filo dei piccoli frutti rossi, senza snaturarlo, ad inspessirsi fornendo una sensazione calda e di concentrazione sia al naso che al palato. Sanguigno, pieno, leggermente speziato, sapido, con incursioni balsamiche, chiude con una nota amaricante. Meno leggibile degli altri ma più equilibrato.  Ben fatto.

TO BE CONTINUED ...


martedì 5 novembre 2013

GUIDA MICHELIN 2014 ... STELLE A SONDRIO E LECCO

Onorando come merita l'assegnazione delle 3 Stelle Michelin al Ristorante Reale di Niko Romito in quel di Castel di Sangro (Aquila), è con estremo piacere che raccolgo e pubblico la notizia dell'assegnazione di ben 2 nuove stelle Michelin in Lombardia e soprattutto dalle mie parti.

- Ristorante La Presef a Mantello (SO) presso l'Agriturismo La Fiorida, complimenti allo chef Gianni Tarabini. Primo ristorante inserito in un Agriturismo ad ottenere la stella. (Recensione Marzo 2013 de Il sole nel Vino)

- Trattoria Dac a Tra a Castello Brianza (Lecco), complimenti allo chef Stefano Binda

lunedì 4 novembre 2013

FORNOVO 2013, VINI DI VIGNAIOLI


Questa rassegna si mantiene viva per il dodicesimo anno consecutivo e propone al pubblico di "eno appassionati" l'occasione per una relazione autentica con i vignaioli attraverso il gusto dei loro vini, sani, genuini, veri, ... naturali, senza l'utilizzo della chimica. Alla rassegna segue anche la tavola rotonda dal titolo:  "La difficoltà di essere "avanguardia". Il vino "naturale" alla prova di maturità: sintesi e prospettive."
In quel di Fornovo di taro sotto il tendone del Foro 2000 più di 100 vignaioli hanno quindi proposto i loro vini, accompagnati anche da aziende agricole, per lo più del territorio, che hanno sfamato numerosi appassionati ed esperti del settore, proponendo specialità culinarie e prodoti tipici assai invitanti e genuini.


La location spartana e per questo molto caratteristica, dovrebbe essere adeguata per gli spazi fruibili all'ormai consolidata fiumana di gente che si riversa ogni anno a Fornovo. Si sa che le fiere non rappresentano quasi mai le condizioni ideali per degustare i vini ed i prodotti tipici al meglio, ma sono un importante momento di incontro e conoscenza tra appassionati, addetti ai lavori e vignaioli.
I vini cosiddetti "naturali" rappresentano una parte del differenziato mondo vinicolo e mi sono convinto che il miglior modo di approcciare questo mondo è quello partire dal vignaiolo per poi arrivare al vino. Se si comprende il lavoro, la filosofia, lo spirito, il carattere, il rispetto, con cui il vignaiolo affronta la lotta in vigna, senza avvalersi della chimica, allora si può comprendere il vino "naturale". Imperfetto magari, ma vero.
Anche se non sono un estremista dei vini "naturali", è con questo spirito che ho affrontato la giornata odierna di assaggi e vi propongo le mie impressioni.
La suddivisione logistica dei vignaioli lungo le file di tavoli non era per regione o tipologia ma dettata dal corripsettivo elenco posto all'inizio di ogni fila. Ciò non ha certo agevolato l'individuazione dei vignaioli da visitare. 

Mi piace voler riassumere le degustazioni, meritevoli di segnalazione, suddividendole per regione e segnalando le certezze e le sorprese (almeno per il sottoscritto).

Italia

Abruzzo
Emidio Pepe è da considerarsi una conferma. I suoi vini si esprimono attraverso un'impronta olfattiva imperfetta che nel tempo trova la sua giusta dimensione attraverso l'equilibrio che i vini via via assumono attraverso una terziarizzazione che asseconda la specificità dell'annata. Vini essenziali, scarni come la parola di Ungaretti, che trovano la loro massima espressione dopo anni di bottiglia come il Montepulciano d'Abruzzo 2000 in splendida forma e l'emozionante annata 1985 che ho avuto occasione di assaggiare.
Calabria
Azienda A' Vita, il gaglioppo che sa di nebbiolo. Magari incostante ma mai indifferente.
Emilia Romagna
Più ombre che luci ed a volte molto e fin troppo "border line" lungo il pericoloso crinale della soglia delle imperfezioni olfattive.
Ne esce bene, comunque Camillo Donati, con i suoi vini, spremute d'uva, fortemente legati all'autenticità del vitigno che li esprime, lasciandoli lavorare in bottiglia liberi da ogni condizionamento.
Friuli Venezia Giulia
Qui non posso non segnalare il Friulano dell'azienda i Clivi, uno dei migliori assaggi. La caratteristica di entrambe le versioni di questo friulano è quella di non essere appesantiti dall'alcolicità che di solito hanno i friulani, mantenendo una rigorosa tipicità nel rispetto del varietale sotto un mantello fresco, sapido e minerale. Il Galea è più immediato, beverino, pronto, dritto, con un ritorno varietale in lunghezza. Il Brazan più sapido, che sa esprimersi meglio nel tempo. Esemplare la 2001.
Marche
Azienda Pievalta. Verdicchio riserva San Paolo 2009, forse il bianco che mi ha colpito maggiormente. Completamente in equilibrio pur nella complessità di tutte le sue sfaccettature che vanno dalla frutta gialla, alle erbe aromatiche legate da una buona freschezza e sapidità.
Da segnalare anche il Capovolto dell' Azienda Marca di San Michele.
Piemonte
Per il Piemonte solo riconferme per le aziende Cappellano e San Fereolo. Stupendo il dolcetto di Nicoletta Bocca. (Post de Il sole nel vino, aziendaSan Fereolo)
Sicilia
Arianna Occhipinti come al solito sugli scudi con tutta la sua linea di vini.
Toscana
Potrei parlare del Syrah di Amerighi, del chianti di Giovanna Morganti Azienda le Boncie o di quello dell'azienda La porta di Vertine.
Invece mi soffermo sulla giovane azienda agricola biologica La Piana. L’azienda si trova sull’isola di Capraia oggetto di recupero ambientale iniziato nel 2000. Questa giovane azienda si prefigge il compito di custodire il territorio attraverso il giusto mix tra agricoltura di qualità, rispetto ambientale e memoria storica. Immersi nella macchia mediterranea caratterizzata dalla presenza di rosmarino, oleandri, rose antiche, vi sono i filari incastonati in terrazzamenti e muretti a secco. Dai vitigni di Aleatico viene prodotto un rosato ed un passito, il Cristino, fiore all’occhiello di questa azienda. Un bel vino, dolce, morbido, caratterizzato da frutta rossa matura ed una speziatura dolce, sostenuto da una discreta acidità.  Ma dal 2008 è iniziato il recupero di altri ettari per la produzione del Vermentino da barbatelle nuove e già dalla versione in acciaio, fresca, sapida dell’annata 2012 è facile intravederne un futuro roseo.
Rimanendo in tema di vini passiti si distinguono anche l’Aleatico dell’azienda Massa Vecchia ed il vin santo La sorpresa di Pacina. Quest’ultimo per impronta ricorda molto il Vin San Giusto dell’azienda San giusto a Rentennano.
Veneto
Per questa regione sicuramente si rimane colpiti dalla vinificazione dell’uva Glera con rifermentazione spontanea in bottiglia dell’azienda Costadilà. Sempre sul crinale del burrone delle derive acetiche.
Il Prosecco di Casa Coste Piane ed i vini dell’Azienda Monte dall’Ora rappresentano sempre delle sicurezze. (Post de Il sole del vino, azienda Montedall’Ora).

Francia

Alsazia
Bella la linea dei vini del Domaine Paul Humbrecht, tutti i vini centrati, territoriali e di estrema bevibilità, dal Cremant, al Riesling, al Pinot Gris, al Gewurztraminer.
Borgogna - Macon
A fuoco e bello dritto lo Chardonnay dell’azienda Catherine et Gilles Vergé, derivato da viti anche ultra centenarie per il cru Virè Clessè. Zero solforosa aggiunta, fermentazione da lieviti indigeni, lunghe fermentazioni ed affinamento in acciaio anche fino ad 8 anni. Chapeau !
Champagne
Delusione per la poca attenzione e dedizione nello sbicchieramento per lo Champagne di Boulard. Bottiglie aperte molto in anticipo e calde.